Chi conosce il mio blog sa che questo è un blog fotografico.
Immagine, autore, fonte, didascalia.
Ma oggi farò un'eccezione, vorrei che leggeste quanto è stato pubblicato sul sole 24 online.
E' una rivendicazione sulla paternità delle fotografie che vengono pubblicate sui quotidiani italiani (anche se mi duole aggiungere che non sono i soli a dimenticarsi la firma degli autori dello scatto).
Lascio la parola a Laura Leonelli, autrice di questo splendido articolo. E ringrazio Serena per avermelo fatto scoprire:
"I lettori del quotidiano «El Universal», una delle principali testate
colombiane, lo sanno. I lettori dei quotidiani italiani no. In
Colombia, in Inghilterra, in Danimarca, negli Stati Uniti, in Canada,
negli Emirati Arabi, e così in Spagna e in Svizzera, i lettori dei più
autorevoli quotidiani sanno chi ha scattato le straordinarie immagini
del naufragio della Costa Concordia. I lettori italiani,
trasversalmente, non lo sanno, perché è abitudine tutta italica,
inaffondabile e aliena alla correttezza professionale, quella di
omettere nome e cognome dei fotografi che ogni giorno, da ogni fronte di
cronaca nazionale e internazionale, contribuiscono alla nostra
informazione. Abbiamo quindi dovuto leggere le prime pagine dei grandi
giornali stranieri, raccolte con puntualità in un supplemento di
«Internazionale», per scoprire gli autori di queste immagini così
drammatiche ed esaustive.
Tra i nomi, come se fosse un altro elenco di dispersi, abbiamo
trovato quello di Filippo Monteforte, autore di uno degli scatti più
impressionanti, che ha occupato ben due pagine di giornale, e poi quello
di Enzo Russo, Remo Casili, Andrea Sinibaldi e Laura Lezza. Ancora un
dettaglio. All'indomani della tragedia, molti giornalisti hanno
riportato la loro commozione di fronte a tali immagini.
Gli articoli sono stati tutti firmati. Le
fotografie, evocative e ricche d'informazioni, no. Come sempre per
capire un'ingiustizia, non c'è che provarla. E se per un giorno
giornalisti, inviati, direttori si vedessero pubblicati i loro pezzi
senza firma? Se per un giorno le pagine dei quotidiani fossero non un
incontro di idee, autorevoli perché firmate e quindi riconoscibili, ma
solo una distesa di caratteri anonimi e per questo senza peso e
responsabilità? Irritante, non è vero?
I lettori del quotidiano «El Universal», una delle principali testate
colombiane, lo sanno. I lettori dei quotidiani italiani no. In
Colombia, in Inghilterra, in Danimarca, negli Stati Uniti, in Canada,
negli Emirati Arabi, e così in Spagna e in Svizzera, i lettori dei più
autorevoli quotidiani sanno chi ha scattato le straordinarie immagini
del naufragio della Costa Concordia. I lettori italiani,
trasversalmente, non lo sanno, perché è abitudine tutta italica,
inaffondabile e aliena alla correttezza professionale, quella di
omettere nome e cognome dei fotografi che ogni giorno, da ogni fronte di
cronaca nazionale e internazionale, contribuiscono alla nostra
informazione. Abbiamo quindi dovuto leggere le prime pagine dei grandi
giornali stranieri, raccolte con puntualità in un supplemento di
«Internazionale», per scoprire gli autori di queste immagini così
drammatiche ed esaustive.
Tra i nomi, come se fosse un altro elenco di dispersi, abbiamo
trovato quello di Filippo Monteforte, autore di uno degli scatti più
impressionanti, che ha occupato ben due pagine di giornale, e poi quello
di Enzo Russo, Remo Casili, Andrea Sinibaldi e Laura Lezza. Ancora un
dettaglio. All'indomani della tragedia, molti giornalisti hanno
riportato la loro commozione di fronte a tali immagini.
Gli articoli sono stati tutti firmati. Le
fotografie, evocative e ricche d'informazioni, no. Come sempre per
capire un'ingiustizia, non c'è che provarla. E se per un giorno
giornalisti, inviati, direttori si vedessero pubblicati i loro pezzi
senza firma? Se per un giorno le pagine dei quotidiani fossero non un
incontro di idee, autorevoli perché firmate e quindi riconoscibili, ma
solo una distesa di caratteri anonimi e per questo senza peso e
responsabilità? Irritante, non è vero?"